Pane, burattini napoletani e gioielli | Intervista ad Albachiara Gatto

Collezione Napoletana #1 è un racconto che inizia in terra partenopea ispirandosi ad affascinanti tradizioni fra superstizione, misticismo e semplice e positivo folklore. A firmarlo è Albachiara Gatto, giovane talento del design del gioiello contemporaneo.

Le sue creazioni colpiscono a prima vista ma, come molte cose effettivamente belle, una volta raccontate dai diretti interessati acquistano più valore. Ecco perché vi consigliamo vivamente di dare un’occhiata l’intervista che le abbiamo fatto e che trovate di seguito, buona lettura!

Photo Credits: Claudia Mozzillo per le foto di Napoli tratte dall’abum “This is home”; Valentina Pascarella per le foto dei gioielli;

SHDNSM: Da dove nasce la tua voglia di creare gioielli e a che cosa ti ispiri?

ACG: La mia voglia di creare gioielli nasce dalla ricerca della completezza. In realtà è qualcosa che che viene così, naturalmente, da un’idea che all’improvviso nas­ce e si completa pian piano. Parto sempre da un qualcosa che mi appartiene fortemente, che mi rappresenta, che mi piace. Come nel caso della mia prima collezione di gioielli: “collezione napoletana #1”, che si ispira ad antichi e vecchi valori della tradizione, abbinati ad un design nuovo, d’avanguardia.

 

SHDNSM: Come ti poni nei confronti delle tradizioni?

ACG: Sono nata in una famiglia di burattinai. Mia madre e mio padre sono esponenti del teatro delle Guarattelle, spettacolo di burattini della tradizione napoletana. Sono cresciuta a pane e burattini, assieme a Pulcinella, il mio giocattolo preferito si può dire fosse lui – e lo è ancora. Giocavamo assieme. Prendevo le testine di legno dei burattini – magari facendoli fidanzare con le mie altrettanto amate barbie – e incominciavo a cucire vestitini, per ognuno di loro. Forse cercando di cambiar vestito a Pulcinella è nata la mia passione per la moda.
Per me Pulcinella è un ricordo, è il presente, ma è anche il passato. Sta lì, è sempre uguale e sempre diverso. Mia madre e mio padre sono Pulcinella, e anch’io sono lui. La tradizione è qualcosa che ci fa sentire a casa, che ci fa sentire capiti, cà nun se scord’ – che non si dimentica – fa parte di noi, ma allo stesso tempo cambia. Non è qualcosa di statico, immobile, è una frase, è un odore: la tradizione siamo noi.

SHDNSM: Napoli secondo Albachiara…

ACG: Forse una delle cose affascinanti di questa città è che sembra sospesa, in continua oscillazione tra il passato e il futuro. Alle otto di un sabato mattina, di qualche tempo fa passavo in macchina per via Caracciolo – un lungomare, che parte da Mergellina e arriva a a piazza Vittoria – sotto un cielo troppo limpido, il Vesuvio lì, con la punta innevata, affacciato come una signora a un balcone, sul golfo calmo, a godersi lo spettacolo. Quando ti ritrovi in quel punto di Napoli, a fiancheggiare la villa Comunale e la Riviera di Chiaia, antica spiaggia della città, t’innamori.
Guardando questo panorama, mi sono venute in mente diverse immagini, una tra queste è un ricordo di Giuseeppe Marotta, contenuto nel suo libro L’oro di Napoli: un bambino su un canotto di gomma che mangia i famosi taralli ‘nzogna e pepe, inzuppati nell’acqua di mare.. Quei famosi carretti ambulanti che vendevano queste leccornie, ci sono ancora su via Caracciolo!


SHDNSM: Che cos’è un gioiello per te? Come li scegli?

ACG: La voglia di creare gioielli nasce dalla ricerca della completezza. Per me un gioiello crea una rottura e un senso di equilibrio in un outfit. E’ un’accessorio che racconta di te, che esprime il tuo carattere, è puro virtuosismo. E’ qualcosa di prezioso, non necessariamente per il materiale con cui è fatto, ma per la sua storia, per quello che racconta. Amo le vecchie botteghe e i negozi di gioielli antichi. Mi piace pensare che un gioiello sia qualcosa di unico, di personale e per questo amo la manifattura artigianale. Sono un’amante dei mercatini vintage, l’antiquariato e anche il kitsch, ma allo stesso tempo sono una “maniaca” di internet e del “nuovo”, quindi sono sempre in continua ricerca di nuovi designer e collezioni.

 

SHDNSM: L’immaginario legato alla tua città è pieno di colori, anche parecchio vivaci, come mai hai scelto di usare invece il bianco?

ACG: I primi gioielli sono nati in bianco, ma non ti nascondo che sto lavorando anche sul nero. Perché questi due colori rappresentano alcuni dei caratteri a cui si ispira la collezione, cioè per il bianco: la luce, la santità, la sacralità, la vita, la purezza. Associato al nero simbolizza la dualità, i due opposti. Il nero simbolizza: l’oscurità primordiale, il vuoto, le tenebre. E’ legato al lutto e alla stregoneria.

SHDNSM: Che traguardi hai raggiunto finora e a cosa aspiri per il 2012?

ACG: Questo progetto è partito a settembre 2011. Tutto è nato da un’idea che pian piano si è concretizzata in questa collezione. Da lì ho iniziato a lavorare al sito e allo shop, che sono quasi online. Questo è già il primo traguardo importante del 2012. La visibilità online è fondamentale. Voglio crescere professionalmente e concentrarmi su un marchio che è nato adesso ma in cui io credo molto. E che fino ad ora mi ha dato molte soddisfazioni.

SHDNSM: Dove si possono acquistare le tue creazioni?

ACG: Sono acquistabili a Roma da Ex Merceria via del pigneto 57; Toko Via del Corallo, 32 (Piazza del Fico). Dal primo febbraio anche dallo shop del sito www.albachiaragatto.it


SHDNSM:
Dove ti piacerebbe venderle in futuro?

ACG: Sicuramente a Napoli, Milano, Firenze, Roma, ma anche in europa, ad esempio a Berlino, Londra, Parigi. Mi piacerebbe venderle in tutto il mondo, naturalmente! Dalla città in cui vivo, a quella più lontana, passando per lo shop online.

SHDNSM: Dove vivi in questo momento? Sei soddisfatta?

ACG: In questo momento vivo in due città, Napoli e Roma. La maggior parte del mio lavoro si svolge a Napoli, dove con un’artista / artigiana napoletana, Mariaelena Stellato, produco pezzo per pezzo la collezione, nel pieno centro storico della città. Altrimenti qui a Roma, dove mi occupo più della parte di management del marchio e dei contatti. Sono soddisfatta del lavoro che sto facendo e speranzosa.

 

SHDNSM: Ti viene in mente un mito su Napoli da sfatare?

ACG: Le persone credono che sia una città violenta, ma forse dimentichiamo che Napoli è una metropoli. In tutte le grandi città abbiamo problemi di questo tipo. Napoli ti fa sentire perso e amato nello stesso momento, è una città che ti accoglie, è forte, o te ne innamori o la odi. E’ sempre un gran casino e una contraddizione, ma è questa la cosa affascinante di questa città. Ma se la ami, ti darà il suo cuore..

 

 

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