Shdnsm Illustrated | Rossella Ogliarulo presenta From Another Room

Ci siamo imbattute di recente nelle creazioni di una ragazza che ha una grande passione per il cucito, un’amore che come nella più classica delle storie nasce in famiglia, dove ha imparato a ricamare ancora bambina guardando sua nonna cucire. Ma la strada intrapresa da Rossella Ogliarulo è tutt’altro che classica, non cuce vestiti ma ricama illustrazioni per raccontare storie e noi vi raccontiamo la sua nel Shdnsm Illustrated di gennaio. Il suo progetto si chiama From Another Room e lo definisce “illustrazioni su tessuto realizzate interamente a mano con amore.”

SHDNSM: Partiamo dall’inizio, quando e da cosa nasce From Another Room?

Rossella Ogliarulo: Non posso identificare una data d’inizio di questo mio percorso, ho sempre cucito e ricamato e l’ho sempre vissuta come una parte fondamentale della mia vita, mi aiutava a staccare la spina, come una sorta di meditazione creativa. È stato solo qualche anno fa che mostrando i miei ricami ad una cara amica ho realizzato appieno il loro potenziale comunicativo.

SHDNSM: Nel tuo percorso è arrivata prima l’illustrazione o il cucito?

RO: Indubbiamente il cucito. Vengo da una famiglia di tappezzieri, per me da bambina era routine trascorrere il tempo nello studio dei miei nonni, i ricordi più nitidi della mia infanzia sono sicuramente legati a quello spazio e a quelle azioni. Credo di poter dire che le illustrazioni siano state una conseguenza della mia passione in combutta con il mio percorso di studi all‘accademia di belle arti.

SHDNSM: Ti occupi anche d’illustrazione su carta? In quale modo?

RO: Ogni mio ricamo nasce da un bozzetto preparatorio su carta, spesso realizzato con la tecnica del collage, ma non ha una vita propria, è solo un passo del percorso che porta al ricamo finale.

SHDNSM: Hai scelto un supporto inusuale per l’illustrazione, ti pone dei limiti? Come aggiri l’ostacolo?

RO: Uno dei limiti è la scelta delle dimensioni, anche volendo mi riesce complicato andare oltre il formato A3, ma tuttavia credo che le mie illustrazioni funzionino meglio nelle dimensioni ridotte. Per questo carico di piccoli dettagli i miei ricami, non voglio perdere l’opportunità di inserire qualche messaggio nascosto solo perché ho poco spazio. L’altro limite, se così lo si può definire, è il tempo. I tempi tecnici possono essere dilatati proprio per la complessità di realizzazione di alcuni passaggi, questo ostacolo l’ho in parte superato con l’allenamento.

SHDNSM: Da dove trai ispirazione per i tuoi soggetti?

RO: Prima di iniziare a ricamare scelgo un tema o lascio che il committente lo scelga per me; mi documento, ricerco immagini, spesso su Instagram e Tumbrl, riguardo le composizioni dei pittori che amo e cerco di costruire una storia. Butto giù un paio di idee che in corso d’opera seguo più o meno fedelmente, individuo una palette di colori e la stoffa. Il ricamo vero e proprio è la fase finale di questo processo.

SHDNSM: Quale punto usi per le tue illustrazioni? Quali sono i tessuti che privilegi?

RO: Ho passato molto tempo a rubare con gli occhi, guardando con attenzione le lenzuola del corredo di mia nonna, conservate come reliquie in armadi chiusi a chiave. Uso un numero imprecisato di punti diversi, alcuni ho creduto per anni di averli inventati io, prima di accorgermi di aver semplicemente replicato movimenti che ho visto fare alle donne della mia famiglia per interi pomeriggi. Preferisco le stoffe rigide, cotoni grezzi dalle tinte naturali, lino corposo. In un mercato scovai un baule pieno di lenzuola in cotone egiziano e fu amore al primo tocco. Poi qualche anno fa una vecchia zia zitella mi regalò tutto il suo corredo con una premessa, “Facci cose belle”, quella stoffa aveva quasi 80 anni ed era perfetta. Ecco, mi piace questo: che ci siano storie dietro alle storie che racconto.

SHDNSM: Quale speri sia la direzione futura di From Another Room?

RO: Mi piacerebbe continuare a ricamare con lo stesso spirito con cui l’ho fatto tutta la vita, sentendomi libera. Vorrei approfondire la mia passione, migliorare la tecnica e cercare sempre nuovi stimoli. E infine mi auguro, durante questo percorso, di incontrare tante persone e storie da raccontare.

Potete seguire i lavori di From Another Room sulla sua pagina Facebook e a breve sul sito www.fromanotheroom.com.

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